Noi ci fermiamo qui per un po’

Questo post, l’ultimo per un po’ o forse per sempre, è andato online alle 16:53 del 15 settembre 2012.

Sei ore dopo. Ecco. Alla valanga di amici che hanno scritto sorpresi, dispiaciuti, incazzati, delusi, affettuosi, fiduciosi, sfiduciati, eccetera da quando è online questo post (inclusi i lettori di OMB che hanno inveito “di nuovo?”, che ringrazio con affetto per la stima e tante belle paole) suggerisco l’ascolto dell’amatissimo menestrello Fausto Amodei. Faccio mia la sua autocritica e metto in standby queste pagine, almeno fino a quando, ma non è detto, non cambierò idea.

Dodici ore dopo. La Ballata Autocritica di Fausto Amodei, messa in home page il primo giorno, è stata intesa da alcuni come un inno alla lotta armata. Niente di più sbagliato, è un inno alla presa di coscienza che il valore primario per un cittadino è la Resistenza contro ogni dittatura, compresa quella dell’ignoranza che produce arroganza e sopraffazione. Ma a scanso di ulteriori equivoci la sostituiamo con una cosa altrettanto feroce, ma più delicata nella forma quindi meno equivocabile.

Due giorni dopo. Continuano messaggi su Facebook e mail, grazie a tutti. Vorrei tranquillizzare i molti che hanno immaginato intimidazioni e/o complotti ai nostri danni. Niente di tutto questo. “Il potere ha uno stomaco da mille lire e per quanta merda mangi la sa digerire”. Quello che dovevamo dire l’abbiamo detto. Abbiamo sostenuto, abbiamo votato, siamo stati delusi, abbiamo protestato. Le nostre proteste non bastano a liberare il governo di Milano da politici di mezza tacca immeritatamente promossi, da faccendieri, falliti, violenti, baciapile, leccaculi, affaristi, parassiti, sbandieratori, portaborse e lacchè. Abbiamo detto quello che avevamo da dire. Chi ha avuto voglia di leggere e capire ha capito, insistere con gli altri – chi ci è, chi ci fa, chi davvero ci crede beat* lui-lei – è fatica sprecata. Quindi andiamo in pausa, per quanto non si sa.

Ancora grazie per l’interessamento a chi si è interessato. Mi mancherete, cari amici che leggete e scrivete spesso, occasionalmente oppure non scrivete affatto. Ma so che “non ci perderemo di vista”, che tanto ci si rivede nelle strade (perché “la poesia è nelle strade”, reali e telematiche) e/o dove e quando sarà necessario ricominciare a gridare forte.

Ora e sempre bellalí (alberto biraghi).

Questa mia povera città sturm und ’ndrangheta

Sono arrivato a Milano nell’autunno del 1954, conquistato dalla possibilità di andare a teatro quasi ogni sera, e siccome eravamo giovani funzionari televisivi, gli attori e i registi che venivano in Studio 1 ci trovavano sempre i biglietti omaggio. Le starlette
di allora, annunciatrici, presentatrici, comparse, venivano dopo lo spettacolo con noi, giovanotti squattrinati, e andavamo a ballare al Santa Tecla. Quelle tra loro che avevano bisogno di denaro facevano, accollatissime, i fotoromanzi o, in camicetta e jeans, apparivano sui muri della città mentre spalmavano il Ducotone. La peccatrice ufficiale del Santa Tecla andava vestita di nero, col trucco chiaro di luna, e si faceva chiamare Olivia l’esistenzialista. Hanno poi sposato tutte impiegati, garagisti, venditori di aspirapolvere.

Continue reading

Manzoni elettrizza Maran?

paolo manzoniRiceviamo e pubblichiamo: “ho appena visto Maran in piazza xxv aprile con Paolo Manzoni presidente Aspesi Milano nonché proprietario della concessionaria Renault di via Papiniano nonché proprietario di quell’orribile palazzo in via Foppa dove prima c’era la Renault. Insieme si compiacevano delle macchine elettriche Renault. Sento puzza di bruciato…”

Park(ing) Day: al di là della propaganda

Marco FerrariIl Comune di Milano ha dato il patrocinio al Park(ing) Day milanese, addirittura con uno spot che vede protagonista il sindaco di Milano e con la piena approvazione dell’assessore Maran. Ci fa piacere vedere sindaco e assessore così impegnati a favore di questa iniziativa, sebbene la versione milanese tradisca lo spirito originario rendendo l’evento una specie di sagra di quartiere istituzionalizzata, sponsorizzata e commerciale. La manifestazione originale infatti nasce nel 2005 a San Francisco e si basa sull’idea che, per un giorno all’anno, i cittadini possano pagare per uno stallo di sosta e invece di occuparlo con un’auto lo trasformano in giardino, in posteggio per le bici, in un mini campo-giochi per i bimbi ecc., dimostrando quindi come sia più bella la città quando al posto di un’auto parcheggiata c’è del verde. Continue reading

Ban di PartecipaMi: meritano solo disprezzo

partecipamiScrive Paolo Basso Ricci su PartecipaMi: “Come ormai parecchi di noi sanno, ieri sera il nostro Oliverio è stato bannato dal gruppo facebook ufficiale del Comune di Milano su Area C.
Un file con la risposta del moderatore ne testimonia la “galanteria” con la quale Oliverio è stato escluso. La questione che molti di noi avevano già sollevato in passato è quanto mai d’attualità: perché il Comune di Milano preferisce interagire con i cittadini su Facebook, piuttosto che utilizzare una piattaforma fatta apposta come partecipaMi sul quale diversi suoi assessori sono già attivi?
Perché, gli amministratori comunali, preferiscono i dialoghi senza capo ne’ coda di facebook ad una discussione strutturata qui?
A questo punto però, un’altra domanda viene spontanea: come deve reagire partecipaMi a questo atto “violento” da parte degli amministratori del gruppo facebook di Area C?
Mi verrebbe anche un’altra domanda: ci sarebbe un modo per far coesistere partecipaMi con la linea di discussione partecipativa che il Comune sembra aver intrapreso? Ci sono margini di discussione con la giunta e con i vari amministratori per fare in modo che i diversi canali di partecipazione non si ostacolino a vicenda ma, anzi, creino un’opportunità in piu’ per i cittadini che vogliono partecipare attivamente alla vita milanese?”
Continue reading

Promesse da baraccone

Tendone in piazza DuomoScrive Debora Cattaneo: “Ma non si era detto mai più baracconi promozionali in Piazza Duomo? Non si era detto che la piazza sarebbe stata riservata solo ad eventi culturali o religiosi? Al solito, tra gli annunci demagogici dei poltici e i fatti, ci passa l’oceano di mezzo. Quello che vedete qui sotto, è un baraccone che da qualche giorno alberga in piazza Duomo, allestito allo scopo di farci ammirare la coppa della Champions League (esticcazzi?), evento promozionale targato UNICREDIT (una banca a caso…). Mi ricordo di quando l’assessore Boeri criticava il museo del rock, baraccone targato Ronnie/Moratti, allestito in piazza Duomo dalla precedente gestione. Dov’è la differenza?” Continue reading

Qualcuno comincia ad accorgersene

“Oggi su facebook si sprecano commenti che inneggiano alla meravigla di una città con meno auto. Ma già nelle domeniche normali ci sono meno auto: sai cosa me ne faccio di un giorno di deserto assoluto. La città di domenica è già vivibilissima a livello di auto! Non facciamo gli ipocritoni fanatici finti-ecologisti: l’auto va ridotta in settimana!!!! Io potrei andare al lavoro tutti i giorni in macchina, bello comodo e col parcheggio privato vicino a dove lavoro… Invece, per scelta ambientale e sociale vado tutti i giorni in bici (anche d’inverno e con la pioggia), nonostante non ci sia una pista ciclabile neanche a piangere e più di una volta abbia rischiato la vita! Vorrei sapere quanti di voi che ammirate la domenica senz’auto vanno in bici o coi mezzi anche in settimana…. SIETE DEGLI IPOCRITI ASSOLUTI!” Continue reading

Il messaggio in codice

franco d'alfonsoMilano, 13 set. (Adnkronos) – “Abbiamo il 51% di possibilita’ di farcela”. Lo ha dichiarato Franco D’Alfonso, assessore al turismo del Comune di Milano durante l’incontro “Italia del turismo, cultura e territori: nuova industria e fabbrica di futuro”. “Expo – ha continuato l’assessore – non e’ un evento di interesse nazionale, come hanno dimostrato le ultime norme approvate dal governo. Al momento il commissario di Expo, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, non ha nemmeno ricevuto tutti i poteri necessari per realizzare il tutto”. Continue reading