La rivoluzione del rispetto

Bruno TabacciBruno Tabacci dice ad ADN Kronos: ”Andrei a Roma solo il martedì per il voto e mercoledì. Il resto del tempo lo passerò a Milano, anche il sabato mattina”.
Abbiamo ricevuto oltre 40 mail da lettori di PJB che per varie ragioni commentano negativamente l’operazione “pendolare” del neo assessore milanese al bilancio.
Oltre agli aspetti economici del doppio incarico (tutti ancora da definire e comunque poco significativi, il doppio stipendio è un non problema, per Tabacci e per i milanesi) si coglie una forte perplessità sull’ipotetico ruolo di Tabacci come “contatto” con la capitale o addirittura come “voce del Nord” (ma quale Nord ha chiesto a Tabacci di essere il suo portavoce?)
Così domandiamo al nostro sindaco: ma c’è davvero bisogno di un filo diretto, ininformale e un po’ lobbystico, alla ricerca di vie preferenziali con Roma? Cosa ha a che fare questo metodo con la trasparenza e il modello innovativo proposto da Giuliano Pisapia? Il sindaco di Milano (o l’assessore al bilancio) se ha bisogno non può alzare il telefono e parlare con il ministro competente o direttamente con il Pres.Del.Cons, ufficialmente, come da protocollo?
Caro sindaco, caro assessore, a tanti di noi piace moltissimo l’idea di una città che dà un’immagine rivoluzionaria in questa Italia delle scorciatoie mafiose e delle corsie preferenziali: la rivoluzione del rispetto delle regole, delle procedure istituzionali, della definizione dei ruoli. Ecco. L’idea di un assessore-parlamentare che corre avanti e indietro tra Roma e Milano (“anche il sabato mattina’) per perorare la causa della nostra città nella bouvette, in qualche salotto buono o a Palazzo Grazioli non fa parte di ciò che noi ci aspettiamo da questo nuovo governo in cui fortemente vogliamo riconoscerci.
Preferiamo pensare a una giunta talmente rivoluzionaria da spaccarsi la testa cinque giorni alla settimana a Palazzo Marino, per risolvere i problemi con gli strumenti istituzionali di cui dispone. Una giunta che poi nel weekend riposa, per potersi presentare fresca e riposata il lunedì mattina. Di eroici insonni, così come di “canali aperti”, scorciatoie, incarichi multipli non se ne può davvero più.

PS: segnaliamo un intervento di Davide Vecchi su Il Fatto e riportiamo un commento su Facebook di Alberto Biraghi: E’ incredibile come alla fine siamo dei ciucci. Ci facciamo incantare con la minchiata dello stipendio – un centinaio di migliaia euro che per il Comune e Tabacci sono noccioline – e non vediamo il dramma del metodo mafioso, della scorciatoia, della corsia preferenziale, dell’azione di lobbying che ottiene privilegi a dispetto di altri. Siamo proprio messi male.