Il convitato di pietra

Contributi Milano CivicaGiuliana Nuvoli scrive sulla bacheca di Contributi X Movimento Milano Civica: Ore 21, Casa della Cultura a Milano. Sembra una serata come tante: fuori impazza la Vogue Fashion’s Night out 2011 con limousine bianche e fanciulle sgambettanti su tacchi 15; dentro la sala è piena, e l’età eterogenea.
Tema della serata Quale Commissione Antimafia per Milano?, promossa dalle più importanti associazioni di lotta alla mafia presenti sul territorio.
Apre il giornalista Mario Portanova che commenta il filmato-intervista appena proiettato: se tre ragazzi sui dieci intervistati sanno che la mafia è arrivata a Milano, non è male…. Illustra le potenti collusioni fra ‘ndrangheta e politica, e sottolinea come il vero problema sia l’omertà. A lui segue Giuseppe Teri, insegnante, che illustra alcune iniziative effettuate nelle scuole e invita le istituzioni ad essere più presenti. Per terzo viene il consigliere comunale PD David Gentili: accenna a cose fatte in passato, a iniziative di partito….. e fin qui la serata procede su binari quasi sonnolenti.
Ci si scuote nello sforzo di ascoltare il filmato con l’intervista di Smuraglia (pessimo audio), ed è impossibile riaddormentarsi con l’intervento appassionato di Nando Dalla Chiesa. In un crescendo senza pause, Dalla Chiesa ripropone la commissione mista di Smuraglia come modello ottimale per la Commissione Antimafia, e insiste sulla necessità che siano esperti a farne parte. Il pubblico annuisce, concorde. E, in verità, non si comprende perché l’oratore ribadisca con tanto calore che l’efficacia dell’azione della Commissione sia proporzionale alle competenze dei suoi componenti. Ovvio, no?
No, non lo è.
E Basilio Rizzo, nell’intervento di chiusura spiega che se proponesse una commissione mista alla maggioranza, questa verrebbe votata da 5 consiglieri. Tutti comprendono, ma tutti chiedono: “Perché?”. Rizzo è quasi commovente nello sforzo di dribblare la risposta e spiegare che se si fa una Commissione di Consiglieri che abbia alle spalle un comitato tecnico di esperti, il risultato che si raggiungerebbe è lo stesso. Proposta onesta, da realpolitik. Ma il pubblico non si accontenta.
Gli interventi si accavallano, ordinati ma forti: stima per Rizzo; rispetto e affetto per il sindaco, ma… così non va! E sono quasi tutti con Dalla Chiesa che definisce la costituzione della Commissione Antimafia una “pagina buia” di questa amministrazione. Almeno per quello che è accaduto sinora.
Il convitato di pietra, mai esplicitamente nominato è lì, difeso con pena da tre interventi che riscuotono il dissenso dei presenti. “Perché? Perché non vuole una commissione in cui esperti esterni siano presenti?”
Il convitato non può rispondere: non ha voce, ma abbia orecchie. Milano ha la testa e il cuore della società civile, che può votare ancora i partiti, ma non ne vuole più subire le scelte.
 “Noi abbiamo creduto in voi, non ci deludete!” Su questa frase gridata da un pubblico già in piedi, mi fermo e mi giro verso il tavolo dei relatori: Dalla Chiesa aveva appena finito di ripetere: “Loro proprio non capiscono!”

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